Pubblicato il Marzo 15, 2024

La scelta tra un abito Su Misura e un Bespoke non è una questione di costo, ma del valore che si attribuisce a una vestibilità impeccabile e a un capo che sia espressione di sé.

  • Il servizio Bespoke si fonda su un cartamodello unico, creato da zero per il cliente, giustificando un investimento e un numero di prove superiori.
  • Il Su Misura adatta un modello di base esistente, offrendo un’eccellente personalizzazione a un costo e in tempi più contenuti.

Raccomandazione: Valutate il Bespoke se avete esigenze posturali specifiche o desiderate un’esperienza totalmente unica; optate per il Su Misura per un’eccellente vestibilità con un processo più snello.

Nel mondo della sartoria maschile, termini come “Su Misura” e “Bespoke” vengono spesso usati in modo intercambiabile, generando una notevole confusione. Molti gentiluomini entrano nel mio atelier convinti che la differenza si riduca a una semplice questione di prezzo. Sebbene il costo sia un fattore, esso è solo la conseguenza di una divergenza molto più profonda, una che riguarda la filosofia, il processo e, in definitiva, l’anima stessa del capo che si andrà a indossare. La discussione non verte semplicemente su quale sia “migliore”, ma su quale servizio risponda con più precisione alle vostre necessità, alla vostra conformazione fisica e al vostro desiderio di espressione personale.

L’errore comune è considerare il Su Misura (o Made-to-Measure) come una versione inferiore del Bespoke. In realtà, sono due approcci distinti che offrono livelli differenti di un elemento fondamentale: il dialogo sartoriale. Questo articolo non si limiterà a elencare le differenze. Il mio obiettivo, da sarto che ha appreso il mestiere nelle nebbie di Savile Row per poi portarlo sotto il sole d’Italia, è di guidarvi attraverso le sfumature di questi due mondi. Andremo a svelare perché un cartamodello personale ha un valore intrinseco, come la vostra postura durante una misurazione può cambiare il risultato finale e come riconoscere la vera maestria anche nei dettagli nascosti. La vera chiave non è quanto si spende, ma quanto valore si ottiene in termini di vestibilità, comfort e unicità.

Per fare chiarezza e guidarvi verso una scelta consapevole, abbiamo strutturato questo percorso in capitoli distinti. Esploreremo ogni aspetto, dal significato del cartamodello alla differenza tra le scuole sartoriali italiane, fornendovi gli strumenti per decidere non solo con il portafoglio, ma con la piena comprensione del mestiere.

Perché il cartamodello personale giustifica il triplo del prezzo del Bespoke?

La distinzione fondamentale, il vero spartiacque tra Su Misura e Bespoke, risiede nel punto di partenza: il cartamodello. Nel servizio Su Misura, il sarto parte da un modello di base, una taglia standard che viene poi modificata in base alle misure del cliente. È un processo di adattamento. Nel Bespoke, invece, non esiste alcun modello preesistente. Il sarto crea un cartamodello da un foglio di carta bianco, basandosi su decine di misure, osservazioni posturali e un dialogo approfondito con il cliente. Questo non è un adattamento, è una creazione ex novo.

Questo “cartamodello vivente” è l’architettura del capo, un progetto unico che traduce in linee e curve non solo le dimensioni del corpo, ma anche le sue asimmetrie, la postura e il modo di muoversi. È un bene intangibile che appartiene al cliente e che giustifica l’investimento iniziale ben più elevato, che può variare tra i 1.800 e i 5.000 euro per un abito. Il tempo richiesto per la sua creazione, che può superare le 80 ore di lavoro manuale, è un investimento nella perfezione della vestibilità, un lusso che un modello modificato non potrà mai replicare appieno.

Per visualizzare queste differenze in modo chiaro, analizziamo i punti chiave che distinguono i due servizi, come evidenziato da un’analisi comparativa del settore.

Differenze chiave tra Su Misura e Bespoke
Caratteristica Su Misura Bespoke
Cartamodello Base industriale modificata Creato da zero sul cliente
Ore di lavoro 20-40 ore 80+ ore
Prezzo medio 500-1.500€ 1.800-5.000€
Prove necessarie 1-2 prove 3-4 prove

Comprendere questa distinzione è il primo passo per valutare se il proprio bisogno è una grande vestibilità (Su Misura) o una seconda pelle (Bespoke). Il prezzo non riflette solo il tessuto, ma l’expertise e il tempo che il maestro sarto dedica a tradurre la vostra unicità in un capo d’abbigliamento.

Come vestirsi e comportarsi durante la prima misurazione per non falsare il risultato?

La prima misurazione è il momento più importante del dialogo sartoriale. È qui che il sarto non si limita a prendere le misure con il centimetro, ma “legge” il corpo del cliente: la postura, l’inclinazione delle spalle, l’equilibrio. Ogni rigidità o posa innaturale può tradursi in un difetto sull’abito finito. Pertanto, il comportamento del cliente è tanto importante quanto la perizia del sarto. L’obiettivo è presentarsi nel modo più naturale e autentico possibile, per permettere al sarto di creare un capo che vesta la persona reale, non la sua versione “in posa”.

Questo momento di intimità artigianale è dove la maestria si esprime al meglio. Le mani esperte del sarto non solo misurano, ma sentono il tessuto, anticipano la caduta e visualizzano il risultato finale sul corpo del cliente.

Dettaglio delle mani del sarto durante la misurazione su misura

Per assicurarsi che questo primo incontro sia produttivo, è fondamentale seguire alcuni accorgimenti. Non si tratta di regole ferree, ma di consigli per facilitare la comunicazione e garantire che il sarto abbia tutte le informazioni, esplicite e implicite, per realizzare un capo impeccabile. Un abito Bespoke deve accomodare il vostro stile di vita, compresi gli oggetti che portate con voi ogni giorno.

Vostro piano d’azione per la prima prova:

  1. Indossare una camicia e un paio di pantaloni con una buona vestibilità che già possedete; forniranno un punto di riferimento visivo e tattile al sarto.
  2. Mantenere la postura abituale, senza irrigidirsi o tentare di “raddrizzarsi”. Il sarto deve correggere l’abito, non la vostra postura.
  3. Portare con sé gli oggetti che si tengono solitamente in tasca (portafoglio, smartphone, chiavi) per assicurarsi che l’abito abbia il giusto aplomb anche a pieno carico.
  4. Comunicare apertamente le proprie preferenze: una vestibilità più asciutta, più comoda, un pantalone a vita alta. Il sarto è lì per interpretare i vostri desideri.
  5. Evitare abiti troppo larghi, sportivi o informi che nascondano la silhouette, rendendo la lettura del corpo più difficile per il sarto.

Fodera, bottoni, tasche: cosa personalizzare per rendere l’abito davvero tuo?

Una volta definita la struttura, il dialogo sartoriale si sposta sui dettagli che trasformano un abito ben fatto in un abito che parla di voi. La personalizzazione non è un vezzo, ma l’opportunità di infondere nel capo la propria personalità e renderlo funzionale alle proprie esigenze. Mentre la fodera interna può essere un segreto colorato o un disegno che riflette una passione, sono i dettagli esterni a comunicare un’eleganza studiata. La scelta non è mai puramente estetica, ma un indicatore di qualità e di stile.

I marcatori di un vero abito sartoriale si trovano spesso in questi particolari. Ad esempio, la scelta dei bottoni è un chiaro segnale: i bottoni in corno vero, madreperla o corozo sono la norma nel Bespoke, a differenza della plastica usata nella confezione industriale. Allo stesso modo, le asole funzionanti sui polsi della giacca (un dettaglio noto come “kissing buttons” se sovrapposte) non sono solo decorative, ma un retaggio della sartoria militare che permetteva di rimboccarsi le maniche. Oggi sono una firma invisibile di un capo artigianale.

La personalizzazione si estende a elementi funzionali che definiscono lo stile dell’abito. La scelta del tipo di tasche può cambiarne completamente il carattere: le tasche a pattina sono le più formali e versatili, quelle a filetto offrono un look più pulito e minimalista, mentre le tasche applicate (a toppa) sono tipiche delle giacche sportive. A queste si aggiungono opzioni come il taschino a barchetta sul petto, la cui forma curva segue la linea del torace, o il “ticket pocket”, un taschino aggiuntivo sopra la tasca destra, originariamente usato per i biglietti del treno o del teatro. Come sottolinea la filosofia di sartorie d’eccellenza, ogni elemento, dal tessuto agli accessori, contribuisce a creare un capo che sia un’estensione del cliente, un vero e proprio investimento in vestibilità e personalità.

Il rischio di inviare misure prese da soli a servizi online economici

Nell’era digitale, la tentazione di commissionare un abito “su misura” online è forte. I prezzi sono allettanti e il processo sembra semplice: si inviano le proprie misure e si attende il capo a casa. Tuttavia, questa scorciatoia comporta rischi significativi che vanno ben oltre una vestibilità imperfetta. Il problema principale è l’assenza totale di quel dialogo sartoriale che è il cuore di ogni vero servizio di sartoria. Un centimetro non può misurare la pendenza di una spalla, la curvatura della schiena o la postura naturale di una persona. Questi sono elementi che solo l’occhio e le mani esperte di un sarto possono cogliere e tradurre nel taglio del tessuto.

L’auto-misurazione è intrinsecamente imprecisa. Un centimetro di differenza sul torace o sulla lunghezza della manica può trasformare un abito elegante in un sacco informe. Inoltre, manca la possibilità di toccare con mano i tessuti, di valutarne il peso, la trama e la caduta. Ci si affida a una fotografia su uno schermo, che non può trasmettere la qualità reale del materiale. L’intero processo è una scommessa, e spesso il risultato è un capo che necessita di costose modifiche da parte di un sarto locale, vanificando il risparmio iniziale. Il tempo di realizzazione è un altro indicatore: un sarto professionista richiede in media circa due mesi per completare un abito su misura, un lasso di tempo che riflette la cura e l’attenzione ai dettagli, impossibili da replicare in una produzione di massa online.

Come saggiamente sottolineato da esperti del settore, l’interazione umana è insostituibile. In un editoriale dedicato, PG Magazine offre un consiglio che ogni aspirante gentiluomo dovrebbe considerare:

È sempre maggiormente consigliato rivolgersi a un sarto, sia per toccare con mano i tessuti e verificarne la qualità, sia per avere la garanzia di un prodotto made in Italy.

– PG Magazine, Guida agli abiti sartoriali

Affidarsi a un professionista non è solo una garanzia di qualità, ma un investimento per un risultato che valorizzi veramente la propria figura, evitando le insidie di un approccio impersonale e standardizzato.

Quante prove sono necessarie prima che l’abito sia consegnato perfettamente?

Le prove sartoriali non sono, come molti credono, dei momenti per “correggere gli errori”. Sono, al contrario, fasi pianificate e cruciali del processo di creazione, durante le quali l’abito viene letteralmente scolpito sul corpo del cliente. Il numero di prove è uno degli indicatori più chiari del livello di servizio: un Su Misura di qualità richiede solitamente una o due prove, mentre per un Bespoke il numero sale inevitabilmente. Generalmente, sono necessarie almeno 3 prove per raggiungere la perfezione richiesta da un capo Bespoke.

Ogni prova ha uno scopo preciso:

  • La prima prova (intelaiatura): Il cliente indossa una versione “scheletrica” della giacca, spesso senza maniche e con i punti di imbastitura ben visibili. In questa fase, il sarto controlla l’equilibrio generale del capo, l’aplomb, la linea delle spalle e la larghezza del torace. È il momento più importante per le modifiche strutturali.
  • La seconda prova: L’abito è più definito. Le maniche sono montate (anche se non fissate), i rever prendono forma e le tasche sono posizionate. Qui si affinano le lunghezze, l’ampiezza delle maniche e la linea dei pantaloni. Il sarto verifica come il capo si comporta in movimento.
  • La terza prova (e successive): Questa è la prova di rifinitura. L’abito è quasi completato. Si controllano gli ultimi dettagli: l’orlo dei pantaloni, la lunghezza esatta delle maniche (che devono lasciar intravedere circa un centimetro di polsino della camicia), e la posizione dei bottoni. In questa fase, come nel processo di sartorie storiche, si apportano solo minimi aggiustamenti prima della consegna finale.

Questo processo iterativo è il cuore del Bespoke. Permette al sarto di apportare modifiche progressive, assicurando che ogni linea e ogni curva dell’abito si armonizzino perfettamente con la figura del cliente. Saltare anche solo una di queste fasi significa compromettere la qualità della vestibilità finale. È un percorso che richiede pazienza, ma il cui risultato è un comfort e un’eleganza ineguagliabili.

Come riconoscere una giacca “full canvas” pizzicando il tessuto?

Al di là delle personalizzazioni visibili, la vera qualità di una giacca sartoriale risiede nella sua architettura interna, invisibile all’occhio ma fondamentale per la sua durata, il suo comfort e il suo aspetto. Stiamo parlando della tela, o “canvas”, uno strato di tessuto (solitamente un mix di crine di cavallo e cotone o lino) cucito tra la fodera e il tessuto esterno. La costruzione “full canvas” prevede che questa tela si estenda per tutta la parte anteriore della giacca, dal rever fino al fondo. Questa struttura permette alla giacca di “respirare”, di modellarsi nel tempo sul corpo di chi la indossa e di mantenere un drappeggio (aplomb) fluido e naturale.

L’alternativa più economica è la giacca “termoincollata” (fused), dove uno strato adesivo viene fuso a caldo con il tessuto. Questo metodo è rapido ed economico, ma produce una giacca rigida, che non si adatta al corpo e che con il tempo può formare bolle o grinze. Esiste anche una via di mezzo, l’ “half canvas”, dove la tela è presente solo nella parte superiore della giacca (petto e rever). Ma come può un occhio non esperto distinguere queste costruzioni?

Esiste un metodo semplice e tattile, conosciuto come il “pinch test”. Questo piccolo gesto vi trasformerà da semplici consumatori a intenditori.

Dimostrazione del pinch test su giacca full canvas

Per eseguirlo, pizzicate delicatamente il tessuto della giacca nella zona tra il primo e il secondo bottone. Se la giacca è full canvas, dovreste sentire tre strati distinti che fluttuano liberamente l’uno sull’altro: il tessuto esterno, la tela interna (che avrà una consistenza leggermente più ruvida) e la fodera. In una giacca termoincollata, invece, sentirete solo due strati rigidi e inseparabili, poiché il tessuto esterno e l’interfodera sono fusi insieme. Un altro segno distintivo è il “rollio” del rever: in una giacca telata, il rever ha una curva tridimensionale e morbida, mentre in una giacca incollata tende ad avere una piega piatta e netta.

Quali sono le 3 modifiche sartoriali che trasformano un capo low cost in lusso?

Non tutti sono pronti per l’investimento di un abito Su Misura o Bespoke. Tuttavia, ciò non significa dover rinunciare a una buona vestibilità. Anche un abito di confezione, o “ready-to-wear”, può acquisire un aspetto notevolmente più lussuoso e personalizzato grazie a pochi, mirati interventi sartoriali. È qui che si manifesta il potere della sartoria: trasformare un capo di massa in qualcosa che sembra fatto apposta per voi. Esistono tre modifiche chiave che offrono il massimo impatto visivo con un investimento contenuto.

Questi piccoli aggiustamenti possono alterare drasticamente la silhouette, eliminando i difetti tipici dei capi prodotti in serie, come l’eccesso di tessuto sui fianchi o le maniche troppo lunghe e larghe. L’obiettivo è avvicinarsi il più possibile a una vestibilità sartoriale, concentrandosi sui punti che definiscono la figura. Un buon sarto saprà consigliare quali modifiche sono possibili e vantaggiose per un dato capo, trasformando un acquisto economico in un investimento in vestibilità intelligente.

Queste modifiche sono relativamente rapide ed economiche, ma il loro effetto sulla percezione del capo è enorme. Di seguito, un riepilogo dei tre interventi più efficaci, con un’indicazione dei costi medi e dell’impatto, basato su un’analisi dei prezzi di mercato per i servizi di sartoria.

Le 3 modifiche essenziali e i loro costi
Modifica Costo Medio Impatto Visivo Tempo Richiesto
Stringere fianchi giacca 30-50€ Silhouette a V, elimina effetto ‘sacco’ 2-3 giorni
Accorciare/stringere manica 20-30€ Snellisce figura, look curato 1-2 giorni
Orlo pantalone con risvolto 15-25€ Caduta pulita e verticale 1 giorno

Stringere i fianchi della giacca crea una forma a “V” che slancia la figura. Accorciare le maniche alla giusta lunghezza (lasciando scoperto il polsino della camicia) e stringerle leggermente conferisce un’aria più curata e proporzionata. Infine, un orlo perfetto sui pantaloni, magari con un risvolto (cuff) per aggiungere peso e garantire una caduta impeccabile, è il tocco finale che distingue un look pensato da uno casuale.

Da ricordare

  • La differenza fondamentale tra Su Misura e Bespoke è il cartamodello: modificato da una base nel primo, creato da zero nel secondo.
  • La qualità di un abito sartoriale non si giudica solo dal tessuto, ma dalla sua costruzione interna (“full canvas”) e dal numero di prove, che riflettono il livello di personalizzazione.
  • Anche un abito di confezione può essere trasformato con poche modifiche mirate (fianchi, maniche, orlo), rappresentando un intelligente “investimento in vestibilità”.

Quali sono le differenze tra la sartoria napoletana e quella milanese nella giacca uomo?

Una volta compresi i fondamenti della costruzione e della vestibilità, il gentiluomo può esplorare le vette dell’espressione sartoriale: le scuole di stile. In Italia, due tradizioni dominano il panorama della giacca da uomo: quella napoletana e quella milanese. Non si tratta di una migliore dell’altra, ma di due filosofie distinte che riflettono la cultura e la storia delle loro città. La scelta tra le due è una pura questione di gusto personale e del messaggio che si desidera comunicare.

La giacca napoletana è sinonimo di leggerezza, morbidezza e comfort. La sua caratteristica più celebre è la spalla “a camicia” (o ‘spalla cadente’), quasi priva di imbottitura, che segue la linea naturale del corpo. La manica è attaccata “a mappina”, con delle piccole pieghe sull’attaccatura (il “grinzo”) che conferiscono una maggiore libertà di movimento. La giacca napoletana è spesso destrutturata, con una tela interna molto leggera o del tutto assente, e presenta tasche a toppa a forma di “pignata” (pentola). È un capo che esprime un’eleganza disinvolta, quasi nonchalante.

La giacca milanese, al contrario, incarna un’eleganza più formale e strutturata, influenzata dalla vicinanza con le tradizioni sartoriali inglesi e tedesche. La spalla è più definita e squadrata, con un’imbottitura più presente (“rollino”) che crea una linea più netta e autorevole. La costruzione è più rigida, con interni più consistenti. È una giacca che comunica sobrietà, rigore e un’eleganza più professionale e metropolitana. La manica è liscia, senza arricciature, e il look generale è più pulito e formale.

La sartoria partenopea, in particolare, ha rivoluzionato il concetto di eleganza maschile, proponendo un’alternativa alla rigidità britannica. Come evidenziato da esperti della tradizione locale:

Il vestito sartoriale napoletano è elegante ma mai troppo ingessato: la giacca si caratterizza per la manica più corta che rivela il polsino della camicia, così come per le spalle meno imbottite e la schiena, permettendo maggiore mobilità. Queste innovazioni hanno definitivamente eclissato sia lo stile pomposo francese che quello autoritario britannico.

– Napoli Artigianato Artistico, Storia della sartoria napoletana

Scegliere tra lo stile morbido e solare di Napoli e quello rigoroso e urbano di Milano è l’ultimo passo del percorso sartoriale: un atto che definisce non solo come si è vestiti, ma chi si è.

Il viaggio nel mondo della sartoria è un percorso di scoperta personale. Che optiate per la precisione di un Su Misura o per l’esperienza totalizzante di un Bespoke, l’obiettivo finale è lo stesso: indossare un capo che vi rappresenti e vi faccia sentire a vostro agio in ogni occasione. Il prossimo passo logico è valutare le vostre reali esigenze, il vostro stile di vita e la vostra conformazione fisica per dialogare con un sarto in modo informato e consapevole.

Scritto da Vincenzo Esposito, Maestro Sarto di terza generazione e consulente di stile maschile, cresciuto tra i tessuti di Biella e le sartorie napoletane. Esperto di costruzione dell'abito, tessuti pregiati e galateo del vestire formale.